“Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”. (Daniel Pennac)
Quando si parla di generi letterari si indica una categoria più o meno ampia, che riguarda un argomento specifico. Tra le macro-categorie più note vi sono, naturalmente, la prosa e la poesia. Nell’ambito della prosa si possono inserire tutta una serie di sotto-categorie che danno vita a un libro:
- fantasy;
- thriller;
- giallo;
- storico;
- horror;
- erotico;
- rosa;
- e tante altre varianti.
Affrontarle tutte singolarmente richiederebbe un manuale intero, ma è bene focalizzarsi su un concetto fondamentale. Ovvero, che quando si decide di scrivere un libro occorre dargli un’anima ben precisa.
Così come la scelta del tipo di storytelling o del semplice tempo verbale, anche quella del genere letterario è prioritaria e andrà a rivolgersi a un pubblico ben preciso di lettori. Ciò implica che si debba non solo conoscere il genere su cui si sviluppa la storia, ma che si abbia anche un’idea su cui essa si possa strutturare senza mai allontanarsi dalla strada principale.
Differenze fra generi letterari
In un libro a stampo horror è facile sfiorare il thriller o persino il giallo, ma in questo caso si tratta di generi letterari che, se sapientemente dosati, possono avere degli elementi complementari o persino in comune. Lo stesso avviene per il fantasy e il mistero, con punte di horror quando si parla di maestri come Stephen King nella sua serie “La torre nera”.
Lo stile romance, o rosa, è un altro di quei generi che si può inserire perfettamente all’interno di storie dagli stampi più disparati. Anzi, che si tratti di fantascienza o di biografia, la storia d’amore, a lieto fine o meno, diventa quasi d’obbligo; un cliché di cui raramente si può fare a meno. Persino nel romanzo storico, quando si narrano le vicende di personaggi realmente esistiti, non mancano accenni alla vita amorosa dei protagonisti.
In linea generale, però, occorre saper padroneggiare alla perfezione uno stile preciso al fine di conferire personalità al libro, caratterizzare correttamente i personaggi e seguire uno stile narrativo che lasci il lettore che ha scelto di sfogliare quelle pagine davvero soddisfatto.
L’errore che si può commettere, infatti, è quello di creare un ibrido che non segua una linea ben precisa o addirittura che mescoli troppi generi anche molto diversi tra loro. Il risultato sarà un pubblico che non capisce bene cosa stia leggendo, trovando degli elementi slegati.
I principali generi letterari: le differenze
Per comprendere come dare un’identità precisa al proprio libro, e in caso utilizzare più di un genere, occorre conoscere perlomeno i principali:
Romance: Un romanzo d’amore può avere appassionate lettrici, ma anche appassionati lettori. La storia d’amore può, come già detto, essere il fulcro della trama o rappresentarne una parte complementare. Di norma, si tratta di un genere che esige un lieto fine tra i protagonisti, ma non è una regola ferrea, specialmente se si vuole creare qualcosa che sia fuori dagli schemi.

Horror: La tensione che si crea deve tenere il lettore col fiato sospeso a ogni pagina, a ogni riga. Si tratta di un genere specifico e adrenalinico che può essere inframmezzato a storie di mistero o gialli, ma ha elementi principalmente volti a suscitare… terrore!
Giallo: Dallo Sherlock Holmes di Doyle fino ad Agatha Christie e ai giorni nostri, il genere giallo è uno dei più diffusi. Per poter scrivere un buon giallo occorre avere in mente un intreccio che sia ben chiaro in chi scrive, ma al contempo lasci il dubbio nei lettori il più a lungo possibile. Sapientemente mixato con un po’ di thriller per creare intrighi e suspance, può davvero tenere incollati alle pagine, se ben sviluppato.
Storico: Per il lettore che non ama la storia, un romanzo storico può talvolta coincidere con “mattone” o “noioso”. Tuttavia, come già detto, spesso non è la storia in sé ad essere avvincente, ma come la si racconta. Prendiamo ad esempio la “Trilogia di Nerone” scritta da Alberto Angela: sono ben tre libri in cui fatti storici realmente accaduti vengono in qualche modo romanzati, attraverso gli occhi di due vigiles di epoca romana. Nonostante molti elementi siano stati affidati alla fantasia dello scrittore, i dati storici su cui si basano sono reali ed è possibile conoscere l’imperatore e le sue opere senza avere l’impressione di leggere un freddo tomo scolastico.
Fantascienza: L’elemento principale è la scienza al servizio della fantasia. Due concetti in apparenza opposti che trovano un’armonia perfetta, laddove si renda plausibile un’innovazione scientifica con delle basi reali: chi non ha mai visto Ritorno al Futuro con la sua DeLorean che sfrutta l’energia nucleare attraverso il riciclo dei rifiuti? Ovviamente, oggi nessuno può viaggiare nel tempo, ma partendo da solidi dati scientifici si può viaggiare con la fantasia e creare una storia interessante e frizzante.
Fantasy: Il fantasy non va confuso con la fantascienza, perché in qualche modo si trova al polo opposto. Qui non vi è alcun elemento reale e i personaggi stessi possono essere riconducibili a quelli delle fiabe: dalle streghe ai maghi e dagli elfi ad animali estinti o mai esistiti, come i draghi o gli unicorni. Scrivere un libro di questo genere significa creare un’ambientazione prevalentemente antica o comunque di mera invenzione, rendendo realistico ogni dettaglio.
Libri per bambini: Si tratta di un genere letterario che può apparire tra i più semplici, ma in realtà è forse quello più carico di “responsabilità” da parte dello scrittore. Spesso corredati da svariate immagini, questi libri possono essere suddivisi per fascia di età e devono avere un linguaggio adatto sia ai più piccoli che ai più grandicelli. Qualunque morale, insegnamento o risata si desideri suscitare va adeguata alla fase di sviluppo. In qualche modo, occorre anche aggiornarsi sulla pedagogia odierna, che appare profondamente diversa da quella di alcuni decenni fa, quando parlare del lupo che inghiottiva intere Cappuccetto Rosso e la nonna era ancora considerato un bel modo per dare la buonanotte ai pargoli.

Esistono molti altri generi, alcuni già citati, su cui si può basare un buon libro. Le storie di avventura sono molto gettonate da parte di chi desideri leggere le gesta di un viaggiatore, mentre quelle di stampo umoristico hanno la priorità di far sorridere con paradossi o situazioni divertenti. Qualunque sia il genere scelto, dunque, va tracciato con dovizia senza mai perdere di vista la meta principale.
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