<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>MOIRA MISSORI &#8211; PAROLE CREATIVE</title>
	<atom:link href="https://www.parolecreative.it/author/r2eafr4f2/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.parolecreative.it</link>
	<description>Parole che danno forma alle storie</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 Apr 2025 17:26:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>

<image>
	<url>https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/cropped-parole-creative-logo-32x32.jpg</url>
	<title>MOIRA MISSORI &#8211; PAROLE CREATIVE</title>
	<link>https://www.parolecreative.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Una storia di successo</title>
		<link>https://www.parolecreative.it/una-storia-di-successo/</link>
					<comments>https://www.parolecreative.it/una-storia-di-successo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[MOIRA MISSORI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 17:11:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ghostwriting]]></category>
		<category><![CDATA[Libri consigliati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parolecreative.it/?p=244</guid>

					<description><![CDATA[Chi fa il ghostwriter è abituato a lavorare dietro le quinte. Il suo nome non è mai collegato all’opera che ha scritto o editato, tuttavia non esiste una regola fissa. Nel mio breve articolo: “Quando ti dicono grazie”, ho già avuto modo di ringraziare la dottoressa Chandra Massetti per avermi dato un corpo mortale evocandomi...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Chi fa il ghostwriter è abituato a lavorare dietro le quinte. Il suo nome non è mai collegato all’opera che ha scritto o editato, tuttavia non esiste una regola fissa. Nel mio breve articolo: “<a href="https://www.parolecreative.it/quando-ti-dicono-grazie/" data-type="link" data-id="https://www.parolecreative.it/quando-ti-dicono-grazie/">Quando ti dicono grazie</a>”, ho già avuto modo di ringraziare la dottoressa Chandra Massetti per avermi dato un corpo mortale evocandomi non con l’aiuto di un medium, ma semplicemente scrivendo il mio nome nero su bianco, alla fine del suo libro. Non era tenuta a farlo, eppure spesso il mio nome ha risuonato anche nelle sue interviste e nelle presentazioni: il libro sta avendo successo e lei è ben felice di condividere con me tutto questo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche giorno fa, mi ha invitata a una presentazione che si terrà nella mia città. Vuole dare corpo al fantasma che, benché timido e impacciato, desidera comunque conoscerla di persona e stringerle la mano. Sì, magari stavolta ci sarò, uscirò dall’ombra e se sarà possibile la ringrazierò pubblicamente per la visibilità che mi sta donando. Nonostante gli accordi preliminari, ha voluto chiarire questa collaborazione anche per far sapere che il mio lavoro è sempre disponibile per chi ne ha bisogno. E che il successo che ha avuto lei potrebbero averlo anche altri che si affideranno a me. Io non lo posso garantire, né pretenderò mai lo stesso trattamento dai miei futuri clienti, ma consentitemi questa piccola, immensa soddisfazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La biografia parla della rinascita dopo un lutto e affronta tematiche personali anche dal punto di vista psicologico. Vuole essere un supporto per tutte quelle persone che cercano di risalire da un baratro in apparenza senza una fine. Ma soprattutto rappresenta uno stimolo a trovare la propria strada, personale e magari accompagnata da figure specialistiche valide. Il libro è questo:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><a href="https://www.alpesitalia.it/prodotti-1069-e_chi_ti_lascia_piu" target="_blank" rel="noopener">https://www.alpesitalia.it/prodotti-1069-e_chi_ti_lascia_piu</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolecreative.it/una-storia-di-successo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché non uso l’intelligenza artificiale per scrivere</title>
		<link>https://www.parolecreative.it/perche-non-uso-lintelligenza-artificiale-per-scrivere/</link>
					<comments>https://www.parolecreative.it/perche-non-uso-lintelligenza-artificiale-per-scrivere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[MOIRA MISSORI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 16:05:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parolecreative.it/?p=238</guid>

					<description><![CDATA[In questo articolo voglio parlare di quello che è il mio personale “modus operandi” quando devo scrivere una biografia, una storia di fantasia, un articolo o qualunque altro contenuto richiesto dal cliente. Si tratta del mio personale pensiero, che riguarda in special modo l’utilizzo delle IA, quindi spero che nessuno si senta offeso dalle mie...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo voglio parlare di quello che è il mio personale “modus operandi” quando devo scrivere una biografia, una storia di fantasia, un articolo o qualunque altro contenuto richiesto dal cliente. Si tratta del mio personale pensiero, che riguarda in special modo l’utilizzo delle IA, quindi spero che nessuno si senta offeso dalle mie parole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Immagini ed emozioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso scherzo sul fatto che il giorno in cui mi ritroverò a scrivere utilizzando qualsiasi strumento artificiale significherà che ho perso il senno, per cui è meglio che io smetta di fare questo lavoro. Perché? Non c’è una sola risposta a questa domanda così prosaica, ma tenterò di darla ugualmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando io scrivo, che sia per me stessa o per altri, mi concentro soprattutto su immagini ed emozioni. Su qualcosa che è proprio dell’essere umano e che, come tale, è soggetto a mutamenti, sfumature, ripensamenti. Immaginate di raccontare a un qualunque programma di intelligenza artificiale (o di delegare a un ghostwriter che lo faccia) la storia della vostra vita. Vi sorprenderà notare quanto la tecnologia, in tal senso, abbia sviluppato capacità <strong>molto simili</strong> a quelle umane, ma può succedere comunque che qualcosa non vi torni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il giorno in cui avete incontrato la persona della vostra vita, siete stati licenziati dal lavoro, avete visto un tramonto bellissimo in una città esotica… non erano esattamente quelle le emozioni che avete provato. Sì, ci siete vicini in quella narrazione, eppure è come se mancasse qualcosa. Tipo un’anima.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="770" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2025/03/emotions-5153993_1280-1024x770.png" alt="emotions 5153993 1280" class="wp-image-240" title="Perché non uso l’intelligenza artificiale per scrivere" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2025/03/emotions-5153993_1280-1024x770.png 1024w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2025/03/emotions-5153993_1280-300x226.png 300w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2025/03/emotions-5153993_1280-768x578.png 768w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2025/03/emotions-5153993_1280.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">emotions 5153993 1280</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sfumature e caratterizzazioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente i miei sono esempi molto sciocchi, ma provate a pensare a cosa può esserci dietro a ogni singolo evento. Quanta <strong>vita </strong>(come diceva Antonacci) e quante implicazioni a creare quella particolare emozione del momento. Certo, potreste spiegarla all’IA nel dettaglio, ma il risultato potrebbe essere giusto un tantino… freddo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E la gioia, la tristezza, la compassione, la commozione e tutti i sentimenti umani sono <strong>caldi</strong>, intensi, possono essere provati persino tutti assieme e ricreati con immagini e similitudini uniche che difficilmente un’intelligenza artificiale potrà inventare. Il sole che si tuffa in un oceano, a chilometri da casa, può comunicare un mix di meraviglia, malinconia, senso di inadeguatezza davanti a uno spettacolo di fronte al quale ci si sente piccoli e un po’ spersi. Può essere come bere un sorso fresco e arancione dal sapore pressoché sconosciuto, ma che abbiamo aspettato a lungo. Perché lì, davanti a quel tramonto, ci siamo finalmente sentiti in pace con noi stessi o abbiamo fatto un incontro che ci ha cambiato la vita. O siamo venuti a patto con una parte di noi che non conoscevamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando devo scrivere una biografia o caratterizzare dei personaggi inventati, il mio intento è sempre quello di comunicare esattamente ciò che il cliente desidera, magari azzardando dei consigli e parlandoci a lungo. Non mi limito ad ascoltare la storia che ha in mente una volta, per poi appropriarmene e scriverla come piace a me. Il mio contatto è continuo. Il file di lavoro è visibile a entrambi. I messaggi scambiati fanno parte del tempo che investo e rappresentano oltre la metà della mia professione. Mi è capitato di dover scrivere per clienti che desideravano raccontarsi, ma non riuscivano ad aprirsi a sufficienza e, per quanto io tentassi di interpretare le loro emozioni, fallivo. Al contrario, laddove il dialogo era costante e alle domande ricevevo risposte chiare, ho creato contenuti che risultavano soddisfacenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preferisco sempre farmi venire un dubbio in più prima di mettere nero su bianco o, in alternativa, mostrare in tempo reale cosa sto scrivendo: solo così la persona saprà riconoscere e riconoscersi, oppure correggere il tiro parlando con me.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="726" height="1024" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2025/03/girl-2013447_1280-726x1024.jpg" alt="girl 2013447 1280" class="wp-image-241" title="Perché non uso l’intelligenza artificiale per scrivere" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2025/03/girl-2013447_1280-726x1024.jpg 726w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2025/03/girl-2013447_1280-213x300.jpg 213w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2025/03/girl-2013447_1280-768x1084.jpg 768w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2025/03/girl-2013447_1280.jpg 907w" sizes="(max-width: 726px) 100vw, 726px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">In conclusione…</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non scrivo a scatola chiusa, non chiedo aiuto alle IA e, soprattutto, se devo chiedere qualcosa in più lo faccio piuttosto che esprimere qualcosa di sbagliato. Posso veicolare, suggerire, trasformare e rendere migliore un evento o un’emozione. Ma ricordate che quelli sono solo vostri e solo un’altra persona potrà interpretarli con tutte le sfaccettature che desiderate. Che poi sia io o altri, poco importa. Basta restare umani.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolecreative.it/perche-non-uso-lintelligenza-artificiale-per-scrivere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I segreti per scrivere un horror originale</title>
		<link>https://www.parolecreative.it/i-segreti-per-scrivere-un-horror-originale/</link>
					<comments>https://www.parolecreative.it/i-segreti-per-scrivere-un-horror-originale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[MOIRA MISSORI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 14:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parolecreative.it/?p=216</guid>

					<description><![CDATA[Edgar Allan Poe, Bram Stoker, H.P. Lovercraft, Stephen King, Anne Rice e Marlon James: sono solo alcuni dei nomi più celebri tra i maestri dell&#8217;horror. Il genere horror oggi non è facile da ricreare, perché l&#8217;effetto cliché è dietro l&#8217;angolo. Vampiri, licantropi, case infestate, assassini, creature infernali o eventi soprannaturali sono tutti argomenti ampiamente trattati...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="706" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/horror-1160360_1280-1024x706.jpg" alt="horror 1160360 1280" class="wp-image-217" title="I segreti per scrivere un horror originale" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/horror-1160360_1280-1024x706.jpg 1024w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/horror-1160360_1280-300x207.jpg 300w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/horror-1160360_1280-768x530.jpg 768w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/horror-1160360_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il genere horror</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Edgar Allan Poe, Bram Stoker, H.P. Lovercraft, Stephen King, Anne Rice e Marlon James: sono solo alcuni dei nomi più celebri tra i maestri dell&#8217;horror. Il <strong>genere horror </strong>oggi non è facile da ricreare, perché l&#8217;effetto cliché è dietro l&#8217;angolo. Vampiri, licantropi, case infestate, assassini, creature infernali o eventi soprannaturali sono tutti argomenti ampiamente trattati da decenni. Come essere originali, dunque, se tutto è stato già scritto?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Usare i cliché non è sempre un difetto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Impossibile, dunque, utilizzare qualcosa che sia del tutto innovativo, ma molto dipende da come l&#8217;idea viene sviluppata. Un testo originale in stile horror può prevedere anche una situazione del tutto ordinaria che, in maniera <em>orrendamente</em> <strong>plausibile</strong>, diventa straordinaria mutando la storia in un horror senza precedenti. Un esempio su tutti può essere <em>Le notti di Salem</em> di Stephen King, dove i vampiri appaiono inseriti perfettamente nella cittadina senza che nessuno se ne renda conto. Anzi, IL vampiro: King non ha certo copiato Stoker, ma ne ha ripresi gli elementi fantastici per inserire nella vita di tutti i giorni la strana inedia, le visite notturne e il classico <strong>cammino dell&#8217;eroe </strong>che ha come protagonisti un uomo e un bambino, con le loro forze e debolezze.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="691" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fantasy-4370862_1280-1024x691.jpg" alt="fantasy 4370862 1280" class="wp-image-218" title="I segreti per scrivere un horror originale" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fantasy-4370862_1280-1024x691.jpg 1024w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fantasy-4370862_1280-300x203.jpg 300w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fantasy-4370862_1280-768x518.jpg 768w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fantasy-4370862_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il vampiro non è un cliché</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, alla fine ne esce un capolavoro evergreen che non ha lo spirito gotico di <em>Dracula, </em>ma appare eccezionale nella sua modernità. Giocare sulle paure più ancestrali e in apparenza fantastiche degli esseri umani può essere un metodo ottimale di creare una storia horror che sia soprattutto psicologica e renda realistico anche lo scenario più improbabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa NON fare in un horror</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non bisogna mai confondere l&#8217;horror con lo <strong>splatter gratuito</strong>, giusto per aggiungere un po&#8217; di sangue alla ricetta finale. Ciò non significa che non debbano esserci scene sanguinose, ma occorre inserirle dove servono davvero, dove la narrazione lo richiede al fine di mostrare al lettore di cosa è capace l&#8217;antagonista di turno, ad esempio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario, a volte vale la preziosa regola del <em>less is more</em>: chi legge di una creatura mostruosa che si abbatte sulla vittima di turno non necessariamente dovrà avere la descrizione minuziosa di come questa lo divori. Spesso, <strong>l&#8217;immaginazione </strong>è sufficiente per far venire la pelle d&#8217;oca.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/halloween-4537430_1280-1024x682.jpg" alt="halloween 4537430 1280" class="wp-image-219" title="I segreti per scrivere un horror originale" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/halloween-4537430_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/halloween-4537430_1280-300x200.jpg 300w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/halloween-4537430_1280-768x512.jpg 768w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/halloween-4537430_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;immaginazione è horror</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La Bestia affondò le zanne nel collo di Aron, tranciando di netto vene e arterie da cui un fiotto di sangue bollente zampillò come da una fontana. Imbrattò il muro dietro al letto, creando immagini confuse e astratte di morte, pronte per essere leccate via dalla lingua golosa della Bestia&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di sicuro effetto, ma tentiamo una seconda versione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Aron avvertì le zanne della Bestia pungere la pelle delicata del collo e seppe che stava per morire. Per una frazione di secondo, mentre il dolore gli esplodeva nel cranio come una supernova, mentre si sentiva strappare il respiro al pari dei tendini, Aron pensò a suo figlio e a sua moglie. Non li avrebbe più visti. Non avrebbe più accarezzato i capelli d&#8217;oro della donna che amava, né assistito a una partita di calcetto di James, né&#8230;&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Buio, morte. Fine. Il pensiero che si spezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un horror, queste due versioni possono essere entrambe valide, tuttavia l&#8217;empatia con il protagonista e le emozioni di disperazione che si possono percepire nella seconda versione possono essere una carta vincente. Avete notato come cambia anche il <strong>POV</strong>?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il POV di un horror conta più dell&#8217;ambientazione?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Scrivere <strong>in prima persona o in terza persona limitata,</strong> in un horror può essere utile per calare nei panni dei personaggi tutti i lettori. Si può provare persino la terribile sensazione di essere incagliati nel cervello del cattivo, dell&#8217;assassino o del carnefice in generale, in alcuni casi entrando in empatia con lui (infanzia difficile, problemi personali, ecc.).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fear-2019930_1280-1024x682.jpg" alt="fear 2019930 1280" class="wp-image-220" title="I segreti per scrivere un horror originale" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fear-2019930_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fear-2019930_1280-300x200.jpg 300w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fear-2019930_1280-768x512.jpg 768w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fear-2019930_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La paura in prima persona</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Mai come in un horror in cui ci si trova nel classico castello infestato dai fantasmi, nel cimitero pieno di anime inquiete, nella città del <strong>serial killer</strong> o nel pieno di una fuga dopo un omicidio conta la descrizione delle emozioni. Si parte da qualcosa che pare ovvio, quasi banale, ma si possono descrivere le sensazioni di timore e paura in maniera efficace vedendole con gli occhi di chi le vive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;intreccio e gli altri generi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente creare un <strong>intreccio originale</strong> è altrettanto importante: nella celeberrima serie di <em>Nightmare</em> del compianto Wes Craven, lo spettatore già sapeva che addormentarsi era pericoloso, perché sarebbe comparso Freddie Krueger a fare brandelli delle vittime. Ma la sua forza, pur trattandosi di un film e non di un libro, era creare delle storie nelle quali non si sapeva esattamente quale sarebbe stato il momento dell&#8217;aggressione, magari perché ci si svegliava in tempo. E il colpo di genio è avvenuto nel settimo film della serie, dove i protagonisti fanno coming out nella vita reale e risultano essere semplici attori. Salvo poi essere catapultati nella realtà in apparenza confinata fino ad allora dietro alla cinepresa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;horror può mescolarsi al thriller e diventare un&#8217;investigazione paranormale, essere utilizzato per creare filoni fantasy dove non ci sono regole fisiche ma solo fantastiche o diventare una storia d&#8217;amore maledetta. Occorre però scegliere un unico filone in cui sapersi districare, <strong>ricercando l&#8217;originalità</strong> senza perdere la via maestra.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="579" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fantasy-2846797_1280-1024x579.jpg" alt="fantasy 2846797 1280" class="wp-image-221" title="I segreti per scrivere un horror originale" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fantasy-2846797_1280-1024x579.jpg 1024w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fantasy-2846797_1280-300x170.jpg 300w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fantasy-2846797_1280-768x434.jpg 768w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/fantasy-2846797_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tanti generi in un horror</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tornando a Stephen King, pur essendo lui stesso una pietra miliare dell&#8217;horror di tutti i tempi, vale la pena citare il finale del suo racconto <em>The Mist </em>che, nella versione cinematografica, è stato modificato in maniera radicale da Frank Darabont: e se persino l&#8217;autore originale è rimato colpito da un finale che avrebbe voluto scrivere lui stesso, significa che si è trattata di una <strong>scelta vincente</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolecreative.it/i-segreti-per-scrivere-un-horror-originale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le fanfiction sono un genere letterario?</title>
		<link>https://www.parolecreative.it/le-fanfiction-sono-un-genere-letterario/</link>
					<comments>https://www.parolecreative.it/le-fanfiction-sono-un-genere-letterario/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[MOIRA MISSORI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2024 09:41:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parolecreative.it/?p=209</guid>

					<description><![CDATA[Da alcuni sono considerate le &#8220;Cenerentole&#8221; dei generi letterari; delle storielle, degli sfoghi veri e propri di fan frustrati che vorrebbero pilotare le loro storie preferite in modo diverso da come lo scrittore le ha pensate. Ma una fanfiction non è sempre il tripudio della scrittura amatoriale e poco attenta. Anzi. Ci sono veri e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-cover" style="min-height:430px;aspect-ratio:unset;"><span aria-hidden="true" class="wp-block-cover__background has-background-dim"></span><img loading="lazy" decoding="async" width="996" height="664" class="wp-block-cover__image-background wp-image-210" alt="Fanfiction come genere letterario" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/word-fanfiction-lightbox-isolated-pink-background-literary-genres_680447-2112.jpg" data-object-fit="cover" title="Le fanfiction sono un genere letterario?" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/word-fanfiction-lightbox-isolated-pink-background-literary-genres_680447-2112.jpg 996w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/word-fanfiction-lightbox-isolated-pink-background-literary-genres_680447-2112-300x200.jpg 300w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/word-fanfiction-lightbox-isolated-pink-background-literary-genres_680447-2112-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 996px) 100vw, 996px" /><div class="wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center has-large-font-size wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Da alcuni sono considerate le &#8220;Cenerentole&#8221; dei generi letterari; delle storielle, degli sfoghi veri e propri di fan frustrati che vorrebbero pilotare le loro storie preferite in modo diverso da come lo scrittore le ha pensate. Ma una <strong>fanfiction</strong> non è sempre il tripudio della scrittura amatoriale e poco attenta. Anzi. Ci sono veri e propri gioiellini di storie, che magari restano sepolti in mezzo a decine o a centinaia di altre non proprio da premio Pulitzer. E tuttavia, anche in questo caso, ci sono <strong>categorie</strong> e regole da seguire per dare un&#8217;identità precisa a ogni singolo racconto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dall&#8217;AU al Missing Moment: i generi principali delle fanfiction</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>AU (Alternate Universe)</strong>:si crea un&#8217;ambientazione diversa da quella della storia originale, un vero e proprio universo alternativo: ad esempio, si collocano i personaggi di un&#8217;opera del passato ai giorni nostri, come i protagonisti di <em>Orgoglio e pregiudizio</em> nel XXI secolo.</li>



<li><strong>Oneshot</strong>:la storia si snoda su un unico capitolo che condensa l&#8217;idea principale dell&#8217;autore: di solito, ci si concentra su un episodio in particolare e lo si sviluppa.</li>



<li><strong>Crossover</strong>:si tratta di un mix di opere diverse, con personaggi appartenenti a serie o libri differenti che si incontrano per dare vita a una storia unica.</li>



<li><strong>OOC (Out Of Character)</strong>: in questo caso, i personaggi delineati dall&#8217;autore principale vengono in parte o totalmente stravolti nel carattere, nella personalità e, più raramente, nelle fattezze fisiche.</li>



<li><strong>Lemon</strong>: qui vi sono velati riferimenti sessuali. La storia può essere di un solo capitolo o contenerne svariati.</li>



<li><strong>What if?</strong>: e se le cose fossero andate in maniera diversa da un certo momento in poi? E se uno dei personaggi non fosse esistito o avesse avuto un destino diverso? Da questi e altri spunti, nascono le <em>what if</em>.</li>



<li><strong>Missing Moments</strong>: sono quei momenti che l&#8217;autore non ha descritto mai con minuzia di particolari o ha fatto solo intuire al lettore. Chi scrive la fanfiction, in questo caso, recupera uno o più momenti perduti e crea una storia più o meno breve.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="996" height="747" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/high-angle-view-various-books-shelf_1048944-25601700.jpg" alt="Fanfiction su anime e manga, ma non solo!" class="wp-image-211" title="Le fanfiction sono un genere letterario?" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/high-angle-view-various-books-shelf_1048944-25601700.jpg 996w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/high-angle-view-various-books-shelf_1048944-25601700-300x225.jpg 300w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/high-angle-view-various-books-shelf_1048944-25601700-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 996px) 100vw, 996px" /><figcaption class="wp-element-caption">Fanfiction su anime e manga, ma non solo!</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Su cosa si può scrivere una fanfiction?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, ma, alla fine dei giochi, su cosa si basano le fanfiction? Beh, la risposta è: praticamente su tutto. <strong>Libri, serie tv, anime,</strong> <strong>manga, film e personaggi reali</strong>. Sono state scritte tantissime fanfiction sul mondo di Harry Potter e su quello di Dragon Ball, ma c&#8217;è persino chi ha cercato di cambiare il finale del colossal Titanic.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi sono però autori e autrici che non gradiscono questo tipo di manifestazione di affetto da parte dei fans. Tra essi, ricordiamo la compianta Anne Rice, ma anche George RR Martin, che scoraggia fortemente questa pratica. Eppure, visto che una fanfiction <strong>non viene scritta a scopo di lucro</strong> per evidenti motivazioni di copyright, perché questa forma di pubblicità alla propria opera non viene vista di buon occhio? Le motivazioni possono essere molteplici, d&#8217;altronde ogni personaggio e ogni storia restano proprietà intellettuale di chi li ha creati e non a tutti va a genio che vengano rimaneggiati.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="996" height="664" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/aerial-view-woman-using-retro-typewriter_53876-176726.jpg" alt="Perché scrivere fanfiction?" class="wp-image-212" title="Le fanfiction sono un genere letterario?" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/aerial-view-woman-using-retro-typewriter_53876-176726.jpg 996w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/aerial-view-woman-using-retro-typewriter_53876-176726-300x200.jpg 300w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/aerial-view-woman-using-retro-typewriter_53876-176726-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 996px) 100vw, 996px" /><figcaption class="wp-element-caption">Perché scrivere fanfiction?</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché scrivere una fanfiction</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Molti scrivono solo per passione (io stessa lo faccio e sì, anche io ho scritto fanfiction, lo ammetto) e il fine ultimo è quello di avere uno scambio con altri amanti del genere di cui si sta narrando la storia: sono i <strong>fandom</strong>. Gruppi di persone accomunate dall&#8217;amore per determinate storie, libri, telefilm che si avventurano in questo mondo per dare voce alla loro immaginazione o, come detto all&#8217;inizio, per portare la trama dove l&#8217;autore non l&#8217;ha condotta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su molti <strong>siti dedicati alle fanfiction</strong> c&#8217;è la possibilità di lasciare delle recensioni e spesso sono queste ultime il vero motore che muove la penna dei fan. Sapere che qualcuno apprezza il proprio sforzo di palesare una storia d&#8217;amore o di creare un evento appassionante è un modo per farsi apprezzare e anche per crescere. Una sorta di palestra dove si possono affinare le proprie capacità di scrittura e, nella migliore delle ipotesi, creare conversazioni con critiche costruttive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente, non sempre è così e spesso le storie non ricevono recensioni o i commenti sono negativi. Trattandosi di un tipo di scrittura amatoriale e aperta a tutti, non è affatto difficile imbattersi in veri e propri dilettanti allo sbaraglio, come avrebbe detto il buon Corrado&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/pexels-hellokellybrito-322335-683x1024.jpg" alt="Divertirsi scrivendo" class="wp-image-213" style="width:840px;height:auto" title="Le fanfiction sono un genere letterario?" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/pexels-hellokellybrito-322335-683x1024.jpg 683w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/pexels-hellokellybrito-322335-200x300.jpg 200w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/pexels-hellokellybrito-322335-768x1152.jpg 768w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/pexels-hellokellybrito-322335-1024x1536.jpg 1024w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/pexels-hellokellybrito-322335-1365x2048.jpg 1365w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/pexels-hellokellybrito-322335-scaled.jpg 1707w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Divertirsi scrivendo</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>In conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le fanfiction hanno tutte le carte in regola per risultare un genere letterario a se stante, purché restino opere scritte fuori dal mercato editoriale. Tra plagio e omaggio, infatti, il confine è sancito dal titolo gratuito con cui le <strong>fanfiction</strong> si possono leggere: in alcuni Paesi, come in Giappone, autori e autrici di manga anche noti vedono la creazione di queste storie persino come una sorta di pubblicità spontanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, prima della storia, molti autori tengono a sottolineare che quello che si sta per leggere non è stato scritto a fini di lucro e che i personaggi non sono di sua invenzione. Si tratta di una tutela ulteriore, non espressamente necessaria, perché non si rischi di essere accusati di plagio o uso improprio della creatività altrui.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolecreative.it/le-fanfiction-sono-un-genere-letterario/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando ti dicono: &#8220;grazie&#8221;.</title>
		<link>https://www.parolecreative.it/quando-ti-dicono-grazie/</link>
					<comments>https://www.parolecreative.it/quando-ti-dicono-grazie/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[MOIRA MISSORI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 08:03:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parolecreative.it/?p=207</guid>

					<description><![CDATA[A Chandra Massetti va il mio grazie più sincero. Chandra nonha esitato a inserirmi nei suoi ringraziamenti alla fine del libro, rendendomeno eterea la mia &#8220;fantasmatica&#8221; immagine. Cosa che non è da tutti.E non sono retorica quando dico che per me è stato un vero piacere collaborarecon lei, perché mi fatta immergere in un mondo...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="733" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/hand-226358_1280-1024x733.jpg" alt="hand 226358 1280" class="wp-image-225" title="Quando ti dicono: &quot;grazie&quot;." srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/hand-226358_1280-1024x733.jpg 1024w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/hand-226358_1280-300x215.jpg 300w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/hand-226358_1280-768x550.jpg 768w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/06/hand-226358_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Grazie</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br><br><p class="MsoNormal">A Chandra Massetti va il mio grazie più sincero. Chandra non<br>ha esitato a inserirmi nei suoi ringraziamenti alla fine del libro, rendendo<br>meno eterea la mia &#8220;fantasmatica&#8221; immagine. Cosa che non è da tutti.<br>E non sono retorica quando dico che per me è stato un vero piacere collaborare<br>con lei, perché mi fatta immergere in un mondo magico che non è stato difficile<br>toccare ed esprimere. Lei stessa è una comunicatrice eccezionale. Il libro non<br>è ancora edito, ma restate sintonizzati per tutti gli aggiornamenti!</p><br><br><p class="MsoNormal"><i><span style="font-family:&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;">La mia gratitudine infinita va a<br>Moira Missori, grande spalla che mi ha aiutato a realizzare questo libro<br>mettendo le mie sensazioni e la mia interiorità nero su bianco e comprendendo<br>da subito sia la passione per il mio lavoro che la mia sete di rinascita.<br>Auguro a tutti di avere una spalla professionale come lei, che sappia<br>trasformare l’essere, lo spazio e il tempo in una pagina delicata pronta a<br>essere letta e sfogliata.</span></i></p><br><br></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolecreative.it/quando-ti-dicono-grazie/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>COS&#8217;È LO STORYTELLING E L&#8217;IMPORTANZA DI CONOSCERLO NELLA SCRITTURA DI UN LIBRO</title>
		<link>https://www.parolecreative.it/cose-lo-storytelling/</link>
					<comments>https://www.parolecreative.it/cose-lo-storytelling/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[MOIRA MISSORI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 14:42:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parolecreative.it/?p=151</guid>

					<description><![CDATA[Narrare, raccontare, utilizzare uno stile e scegliere le parole: tutto questo è lo storytelling. Non si tratta del banale concetto di scrivere una storia, perché occorre farlo nel modo giusto e non è una cosa così scontata. Come prima cosa va stabilita la tipologia di lettore che si desidera raggiungere. Esistono libri che sono realizzati...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Narrare, raccontare, utilizzare uno stile e scegliere le parole: tutto questo è lo storytelling. </strong>Non si tratta del banale concetto di scrivere una storia, perché occorre farlo nel modo giusto e non è una cosa così scontata. Come prima cosa va stabilita la tipologia di lettore che si desidera raggiungere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono libri che sono realizzati con l&#8217;obiettivo di fare marketing o comunque per promuoversi quali professionisti. Il tono e lo stile andranno a formare uno storytelling più o meno sobrio, a tratti confidenziale, che tocchi però le corde giuste per indurre il lettore all&#8217;acquisto del servizio o del bene in questione: mi è capitato con un professionista che voleva promuovere il suo centro sportivo. In quel caso, mi è stato chiesto di usare uno storytelling leggero ma coinvolgente, come se si trattasse di una storia (vera, oltretutto) con elementi tecnici inseriti in maniera comprensibile e al contempo originale. In realtà, un libro o un manuale professionali potrebbero benissimo esigere un linguaggio più tecnico e specifico, ma ciò dipende sempre dal target che si desidera raggiungere.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="420" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/storytelling.jpg" alt="storytelling" class="wp-image-162" title="COS&#039;È LO STORYTELLING E L&#039;IMPORTANZA DI CONOSCERLO NELLA SCRITTURA DI UN LIBRO" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/storytelling.jpg 740w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/storytelling-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">storytelling</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nei romanzi e nelle<a href="https://www.parolecreative.it/gli-elementi-fondamentali-per-scrivere-una-biografia/" data-type="post" data-id="56"> biografie</a>, invece, a<strong> prevalere nello storytelling </strong>è di certo il coinvolgimento emotivo. Per questo, ci sono varie possibilità di scelta narrativa. Una delle più diffuse è quella del narratore onnisciente, ovvero lo scrittore che &#8220;racconta&#8221; entrando alternativamente, anche nell&#8217;ambito del medesimo paragrafo, nella testa di tutti i personaggi. Per trasmettere emozioni e immagini efficaci in questo modo, bisognerebbe impugnare la penna di nomi come Stephen King o Tolstoj, ma ovviamente basta anche prenderli a modello; la difficoltà, in questo caso, è nel riuscire ad approfondire le emozioni provate dai singoli personaggi in poche righe e senza confondere chi legge.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è la TPL nella scrittura dei libri </h2>



<p class="wp-block-paragraph">E poi c&#8217;è la <strong>TPL</strong> che è in assoluto lo stile narrativo che prediligo assieme alla prima persona. Entrambe sono tecniche molto efficaci, ma hanno pregi e difetti, oltre che regole ben precise da seguire. <strong>La TPL, o Terza Persona Limitata</strong>, prevede che si entri nella testa di un personaggio alla volta. Lo si può fare per un capitolo intero o solo per un paragrafo, ma il punto di vista non va <em>mai </em>cambiato nell&#8217;ambito della stesso paragrafo (altrimenti si torna all&#8217;onnisciente). Anche nelle descrizioni ambientali, uno storytelling con TPL prevede che il lettore veda, senta e ascolti attraverso i sensi del personaggio scelto: &#8220;Anna vide il fulgore dei raggi solari riflettersi sui vetri e ne fu quasi accecata. I suoi passi, attutiti dal morbido tappeto rosso, la portarono alla finestra e, appoggiandovi la mano, poté avvertire il calore di quel tramonto indimenticabile&#8221;. Questo è un esempio molto rozzo e rapido di TPL con descrizione dell&#8217;ambiente e delle sensazioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;unica <strong>limitazione della TPL </strong>è nel poter descrivere un determinato momento solo da un punto di vista, ma i vantaggi sono almeno due: poter caratterizzare in maniera più profonda i personaggi, alternandoli nella storia, e riproporre una medesima scena da più punti di vista. In uno dei romanzi che ho scritto su commissione, avevo una linea generale da seguire con i protagonisti, ma ho avuto modo di creare una serie di personaggi di contorno le cui storie e caratterizzazioni ho potuto mostrare grazie alla <strong>TPL</strong>, con uno <strong>storytelling </strong>che spesso mi portava a tornare su una scena particolarmente importante al fine di indicare al lettore i diversi punti di vista, se necessario.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="420" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/storytelling-e-TPL.jpg" alt="storytelling e TPL" class="wp-image-161" title="COS&#039;È LO STORYTELLING E L&#039;IMPORTANZA DI CONOSCERLO NELLA SCRITTURA DI UN LIBRO" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/storytelling-e-TPL.jpg 740w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/storytelling-e-TPL-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">storytelling e TPL</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Diverso è il discorso della prima persona</strong>: questa si utilizza soprattutto nelle biografie. L&#8217;ovvia limitazione è nell&#8217;avere un unico personaggio narrante che deve reggere l&#8217;intera storia. I momenti di introspezione vanno sapientemente alternati con quelli in cui il protagonista osserva, tocca, ode e usa i suoi cinque sensi. Scrivere una biografia per me è stimolante e complesso allo stesso modo, perché devo entrare nel cuore di chi mi apre il suo e interpretarne sentimenti e sensazioni: se per chi scrive da sé una biografia si tratta di una sorta di operazione a cuore aperto, per un ghostwriter è una sfida bella, ma complessa e delicata, da svolgere fianco a fianco con chi racconta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo <strong>storytelling</strong> può dunque avvalersi di uno solo tra questi stili narrativi nell&#8217;ambito di un unico libro, tuttavia ci sono romanzi in cui si può alternare la TPL alla prima persona (magari in capitoli alternati o per brevi flashback) ed esiste persino chi utilizza la seconda persona singolare. Tuttavia, si tratta di una modalità piuttosto complessa che non potrebbe mai reggere un romanzo intero, ma solo storie brevi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quanto contano le descrizioni e quanto le introspezioni nello storytelling di un libro?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> </strong>La risposta è sempre la stessa: dipende. Dipende dal tipo di libro e dal target di lettori. In un libro sulla storia dell&#8217;arte, le descrizioni delle opere avranno una rilevanza fondamentale, mentre in un thriller o in un giallo occorre descrivere solo quello che realmente serve ai fini della trama. Se l&#8217;investigatore si trova davanti a un vecchio castello è inutile avventurarsi in descrizioni che coinvolgono la storia delle origini della costruzione, facendo partire, nella mente del lettore, la musichetta di &#8220;Super Quark&#8221;. Se ai fini della trama è importante mostrare al lettore quanto sia vecchio il castello, si può ovviare con qualche dialogo ben piazzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Mi sembra di essere finito in Transilvania&#8221;, borbottò Malcom alzando gli occhi sulla costruzione sinistra e fatiscente, dalle alte torri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In realtà il periodo di costruzione è il medesimo. Si tratta di un castello che è stato eretto intorno al 1300&#8221;, ribatté il suo compare sbirciando la guida che aveva tra le mani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quindi ora da uno di quei vetri rotti lassù vedremo sbucare un pipistrello?&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è un altro esempio molto essenziale di come mostrare, in due parole e senza avventurarsi in approfondimenti da National Geographic inutili ai fini della storia, davanti a che tipo di costruzione si trova il protagonista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Less is more. Meglio meno che troppo, ma bisogna sempre trovare il giusto bilanciamento, soprattutto se si vuole dare corpo e profondità a una storia. Mi è capitato di leggere romanzi dove lo storytelling era così incentrato sulle vicende dei personaggi che le descrizioni erano povere e scarne, ma non ne ho sentita affatto la mancanza. E altre in cui il luogo era la storia stessa e diventava protagonista.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In definitiva, lo storytelling deve adeguarsi, di volta in volta, al tipo di romanzo, biografia o saggio che si sta scrivendo.</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-blush-light-purple-gradient-background has-background wp-block-paragraph"><strong>VUOI SCRIVERE LA TUA BIOGRAFIA O UN LIBRO ? CONTATTAMI E SARÁ PER ME UN PIACERE AIUTARTI NELLA STESURA E FARLO CON ESTREMA CAUTELA ED EMPATIA E DEL TUTTO IN MODALITÁ GHOSTWRITER. <a href="mailto:moiradigi@hotmail.com">moiradigi@hotmail.com</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolecreative.it/cose-lo-storytelling/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa sono i  flashback e flashforward</title>
		<link>https://www.parolecreative.it/cosa-sono-i-flashback-e-flashforward/</link>
					<comments>https://www.parolecreative.it/cosa-sono-i-flashback-e-flashforward/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[MOIRA MISSORI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 13:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Termini da conoscere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parolecreative.it/?p=52</guid>

					<description><![CDATA[“Non si ricordano i&#160;giorni, si ricordano gli&#160;attimi.”CESARE PAVESE Un salto indietro o uno in avanti. Analessi e prolessi. Il flashback di un momento vissuto o il flashforward di uno che deve ancora arrivare. Non sono meri espedienti narrativi, in un libro possono fare la differenza, creare suspence e aspettative, intricare la trama in attesa che...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Non si ricordano i&nbsp;<a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/giorno/" target="_blank" rel="noopener">giorni</a>, si ricordano gli&nbsp;<a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/attimo/" target="_blank" rel="noopener">attimi</a>.”<br><a href="https://www.frasicelebri.it/frasi-di/cesare-pavese/" target="_blank" rel="noopener">CESARE PAVESE</a></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Un salto indietro o uno in avanti. Analessi e prolessi. Il <strong>flashback</strong> di un momento vissuto o il <strong>flashforward </strong>di uno che deve ancora arrivare. Non sono meri espedienti narrativi, in un libro possono fare la differenza, creare suspence e aspettative, intricare la trama in attesa che si sveli l&#8217;arcano. Entrambe le modalità rappresentano potenti strumenti che devono essere quindi usati con molta cura, perché possono creare emozioni imponenti o far letteralmente cadere il lettore fuori dalla storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando inserire flashback o flashfoward</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>inserire al meglio un flashback o un flashforward</strong>, è possibile lasciare uno spazio o cambiare tipo di carattere: io, personalmente, utilizzo il carattere corsivo e inframmezzo questi momenti nella narrazione, evitando anche di usare frasi prosaiche come: &#8220;Iniziò a rimembrare il passato&#8230;&#8221;. Un flashback, poi, non andrebbe confuso con il mero pensiero del personaggio, che è fugace e somiglia più a una riflessione estemporanea.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Flashback al posto giusto</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ma andiamo con ordine:<strong> il flashback è un salto indietro nel tempo che permette al narratore di cogliere un momento particolare, utile alla storia.</strong> Proprio per questo motivo, non bisogna abusarne, ma impiegarlo laddove può darci informazioni importanti sul comportamento di un personaggio, col fine di caratterizzarlo meglio o giustificare una sua azione. La<a href="https://www.parolecreative.it/gli-elementi-fondamentali-per-scrivere-una-biografia/" data-type="post" data-id="56"> potenza dei ricordi </a>si annulla se l&#8217;intera storia si focalizza su quelli, piuttosto gli spezzoni del passato possono comparire per determinare la coscienza del presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante si tenda a mantenere sempre punto di vista e tempo verbale,<strong> a volte il flashback può modificare il punto di vista del narratore:</strong> ad esempio, dalla TPL è possibile passare all&#8217;io narrante con grande efficacia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Francesca si trovò davanti al grande edificio e prese un respiro profondo che sapeva di primavera, cercando di convincersi che sarebbe andato tutto bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L&#8217;inverno è alle porte e io so che da questo colloquio dipenderà il mio futuro. Ho le mani gelide nonostante i guanti e temo che le gambe non mi reggano fino al quinto piano: l&#8217;ascensore è fuori servizio e anche la mia mente, in questo momento, è un enorme vuoto fuori servizio. Non ricordo cosa devo dire, so a malapena chi sono e cosa devo dimostrare perché mi assumano.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiuse gli occhi, dicendosi che ora tutto era diverso, era migliore. Che lei era più forte. E tuttavia, perché non riusciva a convincersene?&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è un <strong>esempio estemporaneo di come in un flashback</strong> in cui si cambia tempo verbale e punto di vista si possano inserire emozioni che il protagonista pensa di aver abbandonato, ma che si agitano ancora in lui. In realtà, in questo caso specifico si sfiora il ricordo vero e proprio e non è sempre facile stabilire una linea di confine tra uno e l&#8217;altro, soprattutto quando lo stacco è così netto.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="420" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/flashback.jpg" alt="flashback" class="wp-image-158" title="Cosa sono i  flashback e flashforward" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/flashback.jpg 740w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/flashback-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">flashback</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">In un libro di genere thriller o mistero, invece, dei <strong>brevi flashback</strong> possono fungere da indizi per il lettore, magari perché consentono di tornare indietro prima del delitto o dell&#8217;evento eclatante, predisponendo tasselli come in un mosaico. Solo alla fine, presente e passato convergeranno nella soluzione dell&#8217;enigma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni libri invece partono<strong> con un flashforward</strong> e lo trovo un metodo molto valido per creare curiosità nel lettore. La descrizione di un corpo ritrovato sulla riva di un fiume, le luci lampeggianti e la polizia scientifica. Dopo, la storia dal suo inizio. Come si è arrivati a questo? Chi è l&#8217;assassino? Anche in questo caso, parliamo di un espediente che funziona bene in un poliziesco o in libri con storie che debbano lasciare col fiato sospeso: si offre una finestra sul presente o sul futuro e quindi si procede con il racconto vero e proprio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Flashforward quando si usa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la narrazione, invece, il flashforward può essere rappresentato anche da una singola frase, messa lì per far salire l&#8217;aspettativa di ciò che avverrà: &#8220;Guido non sapeva ancora che quella sarebbe stata l&#8217;ultima volta che avrebbe visto Napoli. La vita lo avrebbe portato molto lontano da casa, ma al momento il suo unico pensiero era quello di riportare il libro ad Angela, costasse quel che costasse&#8221;.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="420" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/flashforward.jpg" alt="flashforward" class="wp-image-156" title="Cosa sono i  flashback e flashforward" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/flashforward.jpg 740w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/flashforward-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">flashforward</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">A molti, <strong>il flashforward può quasi apparire come uno scomodo spoiler</strong>, ma anche in questo caso il suo utilizzo consapevole si rivela invece motivo trainante per cui si continua nella lettura: cosa porterà un ragazzo così legato alla sua terra ad andare via? Quali eventi causeranno questo drastico cambio di rotta? Le possibilità sono molteplici, basta prestare attenzione al sovradosaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un buon libro può anche seguire la<strong> classica fabula</strong>, quindi partire dall&#8217;inizio per procedere fino alla fine. Ma creare un bell&#8217;intreccio può rendere interessante un romanzo di genere rosa o una commedia, i flashback e i flashforward non sono appannaggio esclusivo dei gialli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In conclusione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come già accennato, però, non solo occorre non abusarne e utilizzare entrambi gli<strong> escamotage narrativ</strong>i solo quando serve, ma sarebbe anche bene evitare di mixarli. Troppi salti in avanti e indietro rischiano di confondere il lettore e di creare un vero e proprio caos temporale, quindi se proprio si ha intenzione di impiegare entrambe le modalità, bisogna impugnare un immaginario contagocce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza scomodare poemi epici come l&#8217;Odissea,<strong> esempi ottimali di flashback si ritrovano persino in alcuni libri di Harry Potter</strong>. Per quanto concerne<strong> il flashforward</strong>, invece, si può dire che sia un po&#8217; meno utilizzato, ma risulta efficace soprattutto quando si vuole dare un finale pieno di speranza (o anche negativo, perché no?), anticipando ciò che accadrà tempo dopo la fine della storia. Magari, con un bel sospeso per lasciare spazio alla fantasia del lettore&#8230;</p>



<p class="has-text-align-center has-blush-light-purple-gradient-background has-background wp-block-paragraph"><strong>VUOI SCRIVERE LA TUA BIOGRAFIA O UN LIBRO ? CONTATTAMI E SARÁ PER ME UN PIACERE AIUTARTI NELLA STESURA E FARLO CON ESTREMA CAUTELA ED EMPATIA E DEL TUTTO IN MODALITÁ GHOSTWRITER. <a href="mailto:moiradigi@hotmail.com">moiradigi@hotmail.com</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolecreative.it/cosa-sono-i-flashback-e-flashforward/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>QUALI SONO I GENERI LETTERARI SU CUI SI PUO&#8217; SVILUPPARE LA SCRITTURA DI UN LIBRO</title>
		<link>https://www.parolecreative.it/quali-sono-i-generi-letterari-di-un-libro/</link>
					<comments>https://www.parolecreative.it/quali-sono-i-generi-letterari-di-un-libro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[MOIRA MISSORI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 13:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parolecreative.it/?p=54</guid>

					<description><![CDATA[&#8220;Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere&#8221;. (Daniel Pennac) Quando si parla di generi letterari si indica una categoria più o meno ampia, che riguarda un argomento specifico. Tra le macro-categorie più note vi sono, naturalmente, la prosa e la poesia. Nell&#8217;ambito della prosa si possono inserire tutta...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere&#8221;. (Daniel Pennac)</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di<strong> generi letterari</strong> si indica una categoria più o meno ampia, che riguarda un argomento specifico. Tra le macro-categorie più note vi sono, naturalmente, la prosa e la poesia. Nell&#8217;ambito della prosa si possono inserire tutta una serie di sotto-categorie che danno vita a un libro:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>fantasy;</li>



<li> thriller;</li>



<li>giallo;</li>



<li> storico; </li>



<li>horror;</li>



<li>erotico;</li>



<li>rosa;</li>



<li> e tante altre varianti. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Affrontarle tutte singolarmente richiederebbe un manuale intero, ma è bene focalizzarsi su un concetto fondamentale. Ovvero, che quando si decide di scrivere un libro occorre dargli un&#8217;anima ben precisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come<strong> la scelta del tipo di storytelling </strong>o del semplice tempo verbale, anche quella del genere letterario è prioritaria e andrà a rivolgersi a un pubblico ben preciso di lettori. Ciò implica che si debba non solo conoscere il genere su cui si sviluppa la storia, ma che si abbia anche un&#8217;idea su cui essa si possa strutturare senza mai allontanarsi dalla strada principale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Differenze fra generi letterari</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In<strong> un libro a stampo horror</strong> è facile sfiorare il thriller o persino il giallo, ma in questo caso si tratta di generi letterari che, se sapientemente dosati, possono avere degli elementi complementari o persino in comune. Lo stesso avviene per il fantasy e il mistero, con punte di horror quando si parla di maestri come Stephen King nella sua serie &#8220;La torre nera&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo <strong>stile romance, o rosa</strong>, è un altro di quei generi che si può inserire perfettamente all&#8217;interno di storie dagli stampi più disparati. Anzi, che si tratti di fantascienza o di biografia, la storia d&#8217;amore, a lieto fine o meno, diventa quasi d&#8217;obbligo; un cliché di cui raramente si può fare a meno. Persino nel romanzo storico, quando si narrano le vicende di personaggi realmente esistiti, non mancano accenni alla vita amorosa dei protagonisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In linea generale, però, occorre <strong>saper padroneggiare alla perfezione uno stile preciso al fine di conferire personalità al libro</strong>, caratterizzare correttamente i personaggi e seguire uno stile narrativo che lasci il lettore che ha scelto di sfogliare quelle pagine davvero soddisfatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;errore che si può commettere, infatti, è quello di creare un ibrido che non segua una linea ben precisa o addirittura che mescoli troppi generi anche molto diversi tra loro. Il risultato sarà un pubblico che non capisce bene cosa stia leggendo, trovando degli elementi slegati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I principali generi letterari: le differenze</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per comprendere<a href="https://www.parolecreative.it/cose-lo-storytelling/" data-type="post" data-id="151"> come dare un&#8217;identità precisa al proprio libro</a>, e in caso utilizzare più di un genere, occorre conoscere perlomeno i principali:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Romance</strong>: Un romanzo d&#8217;amore può avere appassionate lettrici, ma anche appassionati lettori. La storia d&#8217;amore può, come già detto, essere il fulcro della trama o rappresentarne una parte complementare. Di norma, si tratta di un genere che esige un lieto fine tra i protagonisti, ma non è una regola ferrea, specialmente se si vuole creare qualcosa che sia fuori dagli schemi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="420" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/genere-letterario-romance.jpg" alt="genere letterario romance" class="wp-image-139" title="QUALI SONO I GENERI LETTERARI SU CUI SI PUO&#039; SVILUPPARE LA SCRITTURA DI UN LIBRO" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/genere-letterario-romance.jpg 740w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/genere-letterario-romance-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">genere letterario romance</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Horror</strong>: La tensione che si crea deve tenere il lettore col fiato sospeso a ogni pagina, a ogni riga. Si tratta di un genere specifico e adrenalinico che può essere inframmezzato a storie di mistero o gialli, ma ha elementi principalmente volti a suscitare&#8230; terrore!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giallo</strong>: Dallo Sherlock Holmes di Doyle fino ad Agatha Christie e ai giorni nostri, il genere giallo è uno dei più diffusi. Per poter scrivere un buon giallo occorre avere in mente un intreccio che sia ben chiaro in chi scrive, ma al contempo lasci il dubbio nei lettori il più a lungo possibile. Sapientemente mixato con un po&#8217; di thriller per creare intrighi e suspance, può davvero tenere incollati alle pagine, se ben sviluppato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Storico</strong>: Per il lettore che non ama la storia, un romanzo storico può talvolta coincidere con &#8220;mattone&#8221; o &#8220;noioso&#8221;. Tuttavia, come già detto, spesso non è la storia in sé ad essere avvincente, ma come la si racconta. Prendiamo ad esempio la &#8220;Trilogia di Nerone&#8221; scritta da Alberto Angela: sono ben tre libri in cui fatti storici realmente accaduti vengono in qualche modo romanzati, attraverso gli occhi di due vigiles di epoca romana. Nonostante molti elementi siano stati affidati alla fantasia dello scrittore, i dati storici su cui si basano sono reali ed è possibile conoscere l&#8217;imperatore e le sue opere senza avere l&#8217;impressione di leggere un freddo tomo scolastico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fantascienza: </strong>L&#8217;elemento principale è la scienza al servizio della fantasia. Due concetti in apparenza opposti che trovano un&#8217;armonia perfetta, laddove si renda plausibile un&#8217;innovazione scientifica con delle basi reali: chi non ha mai visto Ritorno al Futuro con la sua DeLorean che sfrutta l&#8217;energia nucleare attraverso il riciclo dei rifiuti? Ovviamente, oggi nessuno può viaggiare nel tempo, ma partendo da solidi dati scientifici si può viaggiare con la fantasia e creare una storia interessante e frizzante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fantasy: </strong>Il fantasy non va confuso con la fantascienza, perché in qualche modo si trova al polo opposto. Qui non vi è alcun elemento reale e i personaggi stessi possono essere riconducibili a quelli delle fiabe: dalle streghe ai maghi e dagli elfi ad animali estinti o mai esistiti, come i draghi o gli unicorni. Scrivere un libro di questo genere significa creare un&#8217;ambientazione prevalentemente antica o comunque di mera invenzione, rendendo realistico ogni dettaglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Libri per bambini</strong>: Si tratta di un genere letterario che può apparire tra i più semplici, ma in realtà è forse quello più carico di &#8220;responsabilità&#8221; da parte dello scrittore. Spesso corredati da svariate immagini, questi libri possono essere suddivisi per fascia di età e devono avere un linguaggio adatto sia ai più piccoli che ai più grandicelli. Qualunque morale, insegnamento o risata si desideri suscitare va adeguata alla fase di sviluppo. In qualche modo, occorre anche aggiornarsi sulla pedagogia odierna, che appare profondamente diversa da quella di alcuni decenni fa, quando parlare del lupo che inghiottiva intere Cappuccetto Rosso e la nonna era ancora considerato un bel modo per dare la buonanotte ai pargoli.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="420" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/libri-per-bambini.jpg" alt="libri per bambini" class="wp-image-140" title="QUALI SONO I GENERI LETTERARI SU CUI SI PUO&#039; SVILUPPARE LA SCRITTURA DI UN LIBRO" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/libri-per-bambini.jpg 740w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/libri-per-bambini-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">libri per bambini</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Esistono molti altri generi, alcuni già citati, su cui si può basare un buon libro. <strong>Le storie di avventura sono molto gettonate da parte di chi desideri leggere le gesta di un viaggiatore</strong>, <strong>mentre quelle di stampo umoristico hanno la priorità di far sorridere con paradossi o situazioni divertenti. </strong>Qualunque sia il genere scelto, dunque, va tracciato con dovizia senza mai perdere di vista la meta principale.</p>



<p class="has-text-align-center has-blush-light-purple-gradient-background has-background wp-block-paragraph"><strong>VUOI SCRIVERE LA TUA BIOGRAFIA O UN LIBRO ? CONTATTAMI E SARÁ PER ME UN PIACERE AIUTARTI NELLA STESURA E FARLO CON ESTREMA CAUTELA ED EMPATIA E DEL TUTTO IN MODALITÁ GHOSTWRITER. <a href="mailto:moiradigi@hotmail.com">moiradigi@hotmail.com</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolecreative.it/quali-sono-i-generi-letterari-di-un-libro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>GLI ELEMENTI FONDAMENTALI PER SCRIVERE UNA BIOGRAFIA</title>
		<link>https://www.parolecreative.it/elementi-fondamentali-di-una-biografia/</link>
					<comments>https://www.parolecreative.it/elementi-fondamentali-di-una-biografia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[MOIRA MISSORI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 13:44:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parolecreative.it/?p=56</guid>

					<description><![CDATA[La biografia è la storia vista attraverso il prisma di una persona. Louis Fischer&#160; Scrivere un&#8217;autobiografia, come ho già avuto modo di dire, può essere pari a un&#8217;operazione a cuore aperto. Di fatto, non è molto diverso dall&#8217;affrontare una seduta dietro l&#8217;altra da uno psicoterapeuta, rivivendo sia i momenti belli che quelli brutti, eviscerando sentimenti...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">La biografia è la storia vista attraverso il prisma di una persona.</p>
<cite><strong>Louis Fischer</strong>&nbsp;</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scrivere un&#8217;autobiografia, come ho già avuto modo di dire, può essere pari a un&#8217;operazione a cuore aperto.</strong> Di fatto, non è molto diverso dall&#8217;affrontare una seduta dietro l&#8217;altra da uno psicoterapeuta, rivivendo sia i momenti belli che quelli brutti, eviscerando sentimenti che si credevano sepolti o che erano rimasti silenti. <strong>In ogni caso, l&#8217;elemento principale per scrivere una biografia è la selva di emozioni che si legano agli eventi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Persino l&#8217;avvenimento più insignificante o &#8220;normale&#8221; della nostra vita è legato a un&#8217;emozione, anche solo la semplice noia. Raccontarsi significa esporsi inevitabilmente al pensiero e ai giudizi altrui, nel bene e nel male.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la biografia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se ci si affida a un<strong> ghostwriter per scrivere la propria biografia</strong>, di fatto ci si sta aprendo in primis a una persona e poi, quando il libro uscirà, al resto del mondo.<strong> Quando mi commissionano una biografia, so che il mio lavoro sarà delicato, perché di fatto dovrò entrare in punta di piedi nel luogo più intimo di chi racconta</strong>. Dovrò accogliere con cura il suo cuore, svelare la sua anima, interpretare i suoi sentimenti e non è certo cosa facile. E mentre la persona racconta, io cerco di immedesimarmi in lei come un&#8217;attrice che debba interpretare un ruolo: alla fine, non è molto diverso. Ma la finzione, in questo caso, dovrà risultare quanto più realistica possibile e per quanto io possa mettercela tutta, l&#8217;unico giudice sarà chi quella vita l&#8217;ha vissuta davvero.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="420" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/scrivere-la-biografia.jpg" alt="scrivere la biografia" class="wp-image-145" title="GLI ELEMENTI FONDAMENTALI PER SCRIVERE UNA BIOGRAFIA" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/scrivere-la-biografia.jpg 740w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/scrivere-la-biografia-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">scrivere la biografia</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>A livello prettamente tecnico, una biografia può essere incentrata sull&#8217;intera vita, dall&#8217;infanzia fino all&#8217;età adulta oppure focalizzarsi su un evento particolare.</strong> Mi è capitato di dover descrivere eventi importanti, lutti, viaggi e ogni volta la maggior parte del lavoro era dedicata all&#8217;ascolto; allo sfiorare le emozioni con le dita; al domandare tante e tante volte quale fosse lo stato d&#8217;animo di fronte a una persona o a un evento. Come un confessore, ponevo il mio orecchio rispettoso e tentavo di trasformare tutto in parole. E continuo a farlo, ogni volta imparando qualcosa in più.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La biografia si può scrivere principalmente in prima persona: si tratta della maniera più diretta di entrare in empatia con il lettore, dialogando con lui e raccontandosi senza filtri.</strong> Nulla toglie che si possa anche realizzare una biografia utilizzando la TPL, ma personalmente considero questa modalità meno efficace, specialmente se intervengono altri personaggi, pur se reali. In tal senso, la biografia si può però romanzare e diventare una storia avvincente con una solida base di verità. Tuttavia, si parlerà di una biografia romanzata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Biografia personale o professionale: differenza</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Vi è anche <strong>differenza tra una biografia che vuole narrare eventi personali rilevanti e una meramente professionale</strong>: in quest&#8217;ultimo caso, il focus della storia sarà quello che riguarda gli studi, i successi lavorativi, <strong>la carriera </strong>e tutto ciò che concerne la propria azienda o il proprio brand. Ma si può risultare professionali nella propria biografia, senza necessariamente annoiare il lettore, anzi, suscitando reale interesse?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo che sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché, come accade per <strong><a href="https://www.parolecreative.it/quali-sono-i-generi-letterari-di-un-libro/" data-type="post" data-id="54">tutte le tipologie di storie</a></strong>, non sono tanto gli eventi a fare la differenza, ma <em>come</em> vengono raccontati. <strong>Dialoghi, introspezione, situazioni particolari possono dare colore alla biografia professionale senza per questo rendere meno solida l&#8217;immagine del professionista.</strong> Al contrario, il fatto di risultare umani può consentire al lettore di immedesimarsi e di convincersi che potrà raggiungere successi analoghi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="420" src="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/bioagrafia-la-mia-storia.jpg" alt="bioagrafia la mia storia" class="wp-image-144" title="GLI ELEMENTI FONDAMENTALI PER SCRIVERE UNA BIOGRAFIA" srcset="https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/bioagrafia-la-mia-storia.jpg 740w, https://www.parolecreative.it/wp-content/uploads/2024/05/bioagrafia-la-mia-storia-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">bioagrafia la mia storia</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Di recente, ho lavorato alla biografia di un cliente che desiderava inserire molteplici elementi nella propria biografia: da quello professionale a quello psicologico e più personale. Non si tratta di una missione impossibile, ma è comunque piuttosto ardua. Come già detto, &#8220;umanizzarsi&#8221; rimanendo professionali può rappresentare un vantaggio e donare uno stile narrativo più emozionale; d&#8217;altra parte, occorre bilanciare perfettamente i due elementi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In qualche modo, la biografia è come un romanzo</strong>, qualunque stile di narrazione si scelga: anche in questo caso, less is more. Raccontare tutta la propria vita, per arrivare a un momento clou o parlare di una crescita personale, non significa dover per forza palesare ogni singolo aspetto. Le domande da porsi quando si scrive o si commissiona una biografia sono: cosa voglio raccontare? Cosa desidero mettere in evidenza? Che tipo di insegnamento o di messaggio desidero lanciare? Raccontare semplicemente la propria storia senza un fil rouge equivale a comporre una sorta di diario giornaliero che non lascia nulla in chi legge. <strong>Si possono descrivere le emozioni, i luoghi, valorizzare le persone importanti</strong>, ma occorre sempre sottolineare qualcosa che sia trainante o comunque possa far immedesimare chi legge nella biografia, creando empatia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è chi scrive una <strong>biografia per raccontare di un disturbo alimentare</strong>, il proprio vissuto durante un evento catastrofico, la storia di un genitore o di un familiare, una meta finalmente raggiunta o mille altre cose che riguardano la vita quotidiana. Una volta deciso su quali basi erigere l&#8217;intero edificio, sarà importante non perdere mai di vista l&#8217;obiettivo principale, arricchendo la biografia con tutti gli elementi necessari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tempo verbale in una biografia</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altro fattore da considerare è il tempo verbale con il quale si desidera scrivere la biografia.</strong> Si può narrare tutto al passato remoto, tornando al presente solo nel momento in cui si arriva al tempo attuale: &#8220;Da ragazzina, la nonna mi portò al parco giochi in un assolato giorno di luglio. Ricordo che cercai di sbirciarla di sottecchi finché non mi accorsi che si era distratta per chiacchierare con una vicina: allora mi arrampicai sullo scivolo al contrario. All&#8217;epoca adoravo farlo! Oggi, quando vedo i miei figli che fanno lo stesso, tento di spiegare loro che è meglio salire dalla scaletta, perché si rischia di andare controcorrente e di scontrarsi con qualcuno&#8221;. In questo caso, <strong>il contrasto tra il passato remoto e il presente consente anche di evidenziare al meglio quello che potrebbe essere il messaggio principale della biografia stessa</strong>: segui gli eventi, perché io ho provato a ribellarmi e ho preso le mie batoste.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il passato remoto in una biografia è diffuso ed efficace, mentre il presente indicativo aiuta a focalizzarsi sui pensieri attuali e sugli insegnament</strong>i. Ma c&#8217;è anche chi, specialmente in campo professionale, decide di parlare al presente e in prima persona, attualizzando ogni singolo evento in un continuum temporale unico. Di certo, è un modo per far entrare il lettore nelle pagine del libro come se tutto si stesse svolgendo qui e ora e non in un passato lontano, togliendo l&#8217;illusione del racconto e dando quella di un accadimento recente o ben impresso nella memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In definitiva, ogni scelta può essere valida, ma <strong>i singoli elementi di una biografia andranno definiti fin dall&#8217;inizio, così da creare uno storytelling coerente e dalle caratteristiche ben precise.</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-blush-light-purple-gradient-background has-background wp-block-paragraph"><strong>VUOI SCRIVERE LA TUA BIOGRAFIA? CONTATTAMI E SARÁ PER ME UN PIACERE AIUTARTI NELLA STESURA E FARLO CON ESTREMA CAUTELA ED EMPATIA. <a href="mailto:moiradigi@hotmail.com">moiradigi@hotmail.com</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parolecreative.it/elementi-fondamentali-di-una-biografia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
