In questo articolo voglio parlare di quello che è il mio personale “modus operandi” quando devo scrivere una biografia, una storia di fantasia, un articolo o qualunque altro contenuto richiesto dal cliente. Si tratta del mio personale pensiero, che riguarda in special modo l’utilizzo delle IA, quindi spero che nessuno si senta offeso dalle mie parole.
Immagini ed emozioni
Spesso scherzo sul fatto che il giorno in cui mi ritroverò a scrivere utilizzando qualsiasi strumento artificiale significherà che ho perso il senno, per cui è meglio che io smetta di fare questo lavoro. Perché? Non c’è una sola risposta a questa domanda così prosaica, ma tenterò di darla ugualmente.
Quando io scrivo, che sia per me stessa o per altri, mi concentro soprattutto su immagini ed emozioni. Su qualcosa che è proprio dell’essere umano e che, come tale, è soggetto a mutamenti, sfumature, ripensamenti. Immaginate di raccontare a un qualunque programma di intelligenza artificiale (o di delegare a un ghostwriter che lo faccia) la storia della vostra vita. Vi sorprenderà notare quanto la tecnologia, in tal senso, abbia sviluppato capacità molto simili a quelle umane, ma può succedere comunque che qualcosa non vi torni.
Perché il giorno in cui avete incontrato la persona della vostra vita, siete stati licenziati dal lavoro, avete visto un tramonto bellissimo in una città esotica… non erano esattamente quelle le emozioni che avete provato. Sì, ci siete vicini in quella narrazione, eppure è come se mancasse qualcosa. Tipo un’anima.

Sfumature e caratterizzazioni
Naturalmente i miei sono esempi molto sciocchi, ma provate a pensare a cosa può esserci dietro a ogni singolo evento. Quanta vita (come diceva Antonacci) e quante implicazioni a creare quella particolare emozione del momento. Certo, potreste spiegarla all’IA nel dettaglio, ma il risultato potrebbe essere giusto un tantino… freddo.
E la gioia, la tristezza, la compassione, la commozione e tutti i sentimenti umani sono caldi, intensi, possono essere provati persino tutti assieme e ricreati con immagini e similitudini uniche che difficilmente un’intelligenza artificiale potrà inventare. Il sole che si tuffa in un oceano, a chilometri da casa, può comunicare un mix di meraviglia, malinconia, senso di inadeguatezza davanti a uno spettacolo di fronte al quale ci si sente piccoli e un po’ spersi. Può essere come bere un sorso fresco e arancione dal sapore pressoché sconosciuto, ma che abbiamo aspettato a lungo. Perché lì, davanti a quel tramonto, ci siamo finalmente sentiti in pace con noi stessi o abbiamo fatto un incontro che ci ha cambiato la vita. O siamo venuti a patto con una parte di noi che non conoscevamo.
Quando devo scrivere una biografia o caratterizzare dei personaggi inventati, il mio intento è sempre quello di comunicare esattamente ciò che il cliente desidera, magari azzardando dei consigli e parlandoci a lungo. Non mi limito ad ascoltare la storia che ha in mente una volta, per poi appropriarmene e scriverla come piace a me. Il mio contatto è continuo. Il file di lavoro è visibile a entrambi. I messaggi scambiati fanno parte del tempo che investo e rappresentano oltre la metà della mia professione. Mi è capitato di dover scrivere per clienti che desideravano raccontarsi, ma non riuscivano ad aprirsi a sufficienza e, per quanto io tentassi di interpretare le loro emozioni, fallivo. Al contrario, laddove il dialogo era costante e alle domande ricevevo risposte chiare, ho creato contenuti che risultavano soddisfacenti.
Preferisco sempre farmi venire un dubbio in più prima di mettere nero su bianco o, in alternativa, mostrare in tempo reale cosa sto scrivendo: solo così la persona saprà riconoscere e riconoscersi, oppure correggere il tiro parlando con me.

In conclusione…
Non scrivo a scatola chiusa, non chiedo aiuto alle IA e, soprattutto, se devo chiedere qualcosa in più lo faccio piuttosto che esprimere qualcosa di sbagliato. Posso veicolare, suggerire, trasformare e rendere migliore un evento o un’emozione. Ma ricordate che quelli sono solo vostri e solo un’altra persona potrà interpretarli con tutte le sfaccettature che desiderate. Che poi sia io o altri, poco importa. Basta restare umani.

